Saladino (1137 circa – 1193)

Quick Summary

Saladino (1137 circa – 1193) was a sultano and major figure in history. Born in Tikrit, Alta Mesopotamia (odierno Iraq), Saladino left a lasting impact through Fine del califfato fatimide e ritorno dell'Egitto all'obbedienza abbaside (1171).

Reading time: 28 min Updated: 9/18/2026
Ritratto di Saladino, sultano ayyubide d'Egitto e di Siria, raffigurato con turbante e veste da cerimonia, il volto barbuto di tre quarti, secondo l'iconografia medievale orientale del XII secolo.
In evidenza

Nascita

1137 Tikrit, Alta Mesopotamia (odierno Iraq)

Morte

March 4, 1193 Damasco, Siria

Nazionalità

Curda

Occupazioni

Sultano Condottiero Visir Fondatore di dinastia

Biografia completa

Origins And Early Life

Salah al-Din Yusuf ibn Ayyub nacque intorno al 1137 a Tikrit, sul Tigri, in una famiglia curda originaria della regione di Dvin. Il padre, Najm al-Din Ayyub, comandava la fortezza della città per conto dei Selgiuchidi; la famiglia lasciò Tikrit poco dopo la sua nascita ed entrò al servizio di Imad al-Din Zengi, atabeg di Mosul. Saladino crebbe a Baalbek e poi a Damasco, all'interno dell'élite militare turco-curda che governava la Siria. Le fonti lo mostrano formato nel diritto religioso, nella teologia e nella genealogia araba non meno che nelle armi. Nulla, in quella giovinezza provinciale, lo destinava al potere.

In The Service Of Nur Al Din

Morto Zengi nel 1146, il figlio Nur al-Din riprese la Siria e fece della lotta contro gli Stati latini un programma insieme politico e religioso. Saladino servì nel suo entourage a Damasco, accanto allo zio Asad al-Din Shirkuh. Fra il 1164 e il 1169 Nur al-Din inviò tre spedizioni in Egitto, dove il califfato fatimide agonizzava e i Franchi di Gerusalemme cercavano di insediarsi. Saladino vi andò dapprima controvoglia, secondo il suo biografo Baha al-Din ibn Shaddad, e vi si rivelò: nel 1167 tenne Alessandria assediata dalle forze franco-egiziane coalizzate.

The Vizierate And The End Of The Fatimid Caliphate

Nel gennaio 1169 Shirkuh divenne visir del califfo fatimide al-Adid; morì due mesi dopo. A circa trentun anni Saladino gli succedette — scelto, riferiscono i cronisti, perché sembrava il più malleabile dei pretendenti. Si rivelò tutt'altro. Smantellò la guardia di palazzo fatimide, collocò i suoi agli incarichi chiave e governò l'Egitto in proprio nome pur continuando a invocare Nur al-Din. Nel settembre 1171 fece sostituire nella preghiera del venerdì il nome del califfo sciita con quello dell'abbaside di Baghdad: due secoli di califfato fatimide finirono quasi senza resistenza. Al-Adid morì pochi giorni dopo.

Unifying Egypt And Syria

La morte di Nur al-Din nel 1174 lasciò la Siria a un erede bambino. Saladino marciò su Damasco, che gli aprì le porte, e passò poi dodici anni a ridurre i principati zengidi invece di combattere i Franchi — scelta che i rivali musulmani gli rimproverarono aspramente, primo fra tutti lo storico Ibn al-Athir. Aleppo cadde solo nel 1183, Mosul riconobbe la sua sovranità nel 1186. Nel frattempo sopravvisse a due attentati nizariti, nel 1175 e nel 1176. Al termine di quella pazienza, Egitto, Siria e Alta Mesopotamia obbedivano a un solo sovrano e il regno latino di Gerusalemme era accerchiato.

Hattin And The Recapture Of Jerusalem

Il 4 luglio 1187, alle Corna di Hattin sopra il lago di Tiberiade, Saladino tagliò all'esercito franco l'accesso all'acqua e lo annientò in una sola giornata. Re Guido di Lusignano fu catturato e risparmiato; Rinaldo di Châtillon, che aveva rotto la tregua saccheggiando carovane, fu giustiziato. La reliquia della Vera Croce fu presa. Senza più esercito in campo, le città del regno caddero una dopo l'altra. Gerusalemme capitolò il 2 ottobre dopo una trattativa con Baliano di Ibelin: gli abitanti furono riscattati, molti liberati senza riscatto, e non vi fu massacro — un contrasto che i cronisti di entrambe le parti opposero a lungo alla presa franca del 1099.

The Third Crusade

La caduta di Gerusalemme provocò la terza crociata. L'assedio di Acri si trascinò dal 1189 al luglio 1191, quando la città cadde nonostante gli eserciti di soccorso ayyubidi. Riccardo I d'Inghilterra batté Saladino ad Arsuf il 7 settembre 1191, ma per due volte rinunciò a marciare su Gerusalemme, non potendo tenerla una volta presa. I due negoziarono per mesi tramite emissari e non si incontrarono mai di persona. Il trattato di Giaffa, il 2 settembre 1192, lasciò ai Franchi una striscia costiera da Tiro a Giaffa, mantenne Gerusalemme musulmana e garantì ai pellegrini cristiani l'accesso ai Luoghi santi.

The Ruler And The Ayyubid State

Saladino non fu soltanto un capo di guerra. Fece del Cairo una capitale sunnita: madrase sciafiite e malikite, ospedale al-Nasiri, cittadella avviata nel 1176 sotto la direzione del suo intendente Qaraqush, cinta muraria pensata per riunire Il Cairo e Fustat. Governò distribuendo province e rendite a fratelli, figli e nipoti: uno Stato familiare che gli sopravvisse come dinastia ayyubide e regnò sull'Egitto fino al 1250. Quella spartizione, efficace mentre era in vita, frantumò le sue conquiste appena morì.

Death And The Making Of A Legend

Saladino morì a Damasco il 4 marzo 1193 per una febbre, pochi mesi dopo la partenza di Riccardo. Ibn Shaddad, che lo assistette alla fine, racconta che non lasciava né possedimenti né tesoro: qualche decina di dirham e una moneta d'oro, non abbastanza per pagarne il funerale. Fu sepolto accanto alla Grande Moschea degli Omayyadi, dove il suo mausoleo si visita ancora. La fama di magnanimità, costruita da racconti franchi non meno che arabi, ne fece già dal XIII secolo una figura ammirata in Europa: Dante lo colloca nel Limbo fra i pagani virtuosi, Walter Scott ne farà un eroe da romanzo. Il nazionalismo arabo del Novecento, poi la memoria curda, se lo sono riappropriati a turno.

Realizzazioni ed eredità

Principali realizzazioni

  • Fine del califfato fatimide e ritorno dell'Egitto all'obbedienza abbaside (1171)
  • Unificazione di Egitto, Siria e Alta Mesopotamia sotto la dinastia ayyubide
  • Vittoria di Hattin (4 luglio 1187), che annientò l'esercito del regno latino di Gerusalemme
  • Riconquista di Gerusalemme per resa negoziata (2 ottobre 1187), senza massacro della popolazione
  • Trattato di Giaffa (1192), che chiuse la terza crociata garantendo l'accesso ai pellegrini cristiani
  • Fondazione di madrase e ospedali al Cairo e a Damasco e avvio della cittadella del Cairo (1176)

Eredità storica

Saladino lasciò uno Stato che si disgregò in fretta e una leggenda che non si è spenta. Gli Ayyubidi regnarono sull'Egitto fino al 1250, ma la spartizione familiare che aveva organizzato frantumò le sue conquiste appena morì. La sua vera posterità è altrove: è la figura attraverso cui l'Europa medievale ammise che un avversario musulmano potesse essere esemplare, e quella in cui il mondo arabo del Novecento, poi il nazionalismo curdo, cercarono un modello di unità. Questa doppia appropriazione dice meno dell'uomo che dei bisogni di chi lo invoca: la storiografia recente, da Anne-Marie Eddé a Jonathan Phillips, lavora a distinguere il sovrano paziente e calcolatore delle cronache dall'eroe cavalleresco dei romanzi.

Cronologia dettagliata

Eventi principali

1137

Nascita a Tikrit

Verso il 1137, in una famiglia curda al servizio dei Selgiuchidi, sul Tigri.

1169

Visir d'Egitto

Alla morte dello zio Shirkuh diventa visir del califfo fatimide al-Adid.

1171

Fine del califfato fatimide

A settembre il califfo abbaside di Baghdad sostituisce quello sciita nella preghiera del venerdì.

1174

Presa di Damasco

Alla morte di Nur al-Din prende Damasco e avvia l'unificazione della Siria.

1183

Sottomissione di Aleppo

La capitale zengide della Siria settentrionale si arrende dopo varie campagne.

1187

Hattin e Gerusalemme

4 luglio: l'esercito del regno latino è distrutto alle Corna di Hattin. 2 ottobre: Gerusalemme capitola per accordo negoziato.

1191

Caduta di Acri e battaglia di Arsuf

Acri cade a luglio; Riccardo I vince ad Arsuf il 7 settembre.

1192

Trattato di Giaffa

2 settembre: finisce la terza crociata, Gerusalemme resta musulmana e si apre ai pellegrini cristiani.

1193

Morte a Damasco

4 marzo, per una febbre; sepolto accanto alla Grande Moschea degli Omayyadi.

Cronologia geografica

Citazioni famose

«Non è costume dei re uccidere i re.» — detto a Guido di Lusignano dopo Hattin, secondo i cronisti arabi.

— Saladino

«Guardati dallo spargere sangue, perché il sangue versato non dorme mai.» — consiglio al figlio al-Zahir, riferito dal biografo Baha al-Din ibn Shaddad.

— Saladino

Frequently Asked Questions

Salah al-Din Yusuf ibn Ayyub (1137 circa - 1193), comandante curdo divenuto visir e poi sultano d'Egitto e Siria, fondatore della dinastia ayyubide e vincitore del regno latino di Gerusalemme a Hattin nel 1187.

No: era curdo, nato a Tikrit in una famiglia originaria della regione di Dvin. Governò però uno Stato di lingua e cultura arabe, in nome del califfo abbaside di Baghdad.

Con una trattativa, non con un assalto. Distrutto l'esercito franco a Hattin il 4 luglio 1187, assediò una città priva di difensori e accettò il 2 ottobre i termini proposti da Baliano di Ibelin: riscatto degli abitanti, liberazione di molti senza pagamento, nessun massacro.

Mai di persona. Durante la terza crociata i due sovrani si scambiarono emissari, doni e proposte di pace — compreso un progetto di matrimonio fra il fratello di Saladino e la sorella di Riccardo — ma nessun incontro ebbe luogo.

Perché furono gli stessi cronisti franchi a registrare la sua clemenza a Gerusalemme nel 1187, contrapposta al massacro compiuto dai crociati nel 1099. Quella fama attraversò la letteratura europea, da Dante a Walter Scott, prima che il mondo arabo e curdo se lo riappropriasse nel Novecento.

Sources and Bibliography

Primary Sources

  • Bahâ’ al-Dîn Ibn Shaddâd, al-Nawâdir al-sultâniyya (Anecdotes sultaniennes)
  • Ibn al-Athîr, al-Kâmil fî l-ta’rîkh
  • Guillaume de Tyr, Historia rerum in partibus transmarinis gestarum

Secondary Sources

  • Anne-Marie Eddé, Saladin
  • Malcolm Cameron Lyons et D. E. P. Jackson, Saladin: The Politics of the Holy War
  • Jonathan Phillips, The Life and Legend of the Sultan Saladin

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